L'alimentazione del gatto

Cibo per gatti: ecco come e quale scegliere

Consigli per imparare a capire le etichette dei prodotti

“Siamo quello che mangiamo”, continuano a ripeterci i nutrizionisti. E la corretta alimentazione garantisce salute e lunga vita anche ai nostri gatti. Ma come scegliere il cibo per gatti? Non è così semplice come si potrebbe pensare, poiché i classici cibi low-cost da supermercato non vanno quasi mai bene. L’unico strumento a disposizione per scegliere con consapevolmente cosa dare da mangiare al gatto è saper leggere le etichette dei cibi che acquistiamo.

L’obiettivo di questa mini-guida sulla lettura delle etichette del cibo per gatti è proprio quello di dare una panoramica generale sull’argomento a chi ha a cuore la salute dei propri amici a quattro zampe. Così, la prossima volta che avrete in mano una scatoletta o una busta di croccantini, non la guarderete più con gli stessi occhi!

Falsi Miti sull’alimentazione dei gatti

Uno degli errori più comuni è pensare che le crocchette siano migliori del cibo umido. È esattamente il contrario, perché qualsiasi cibo umido ha un maggiore contenuto di acqua e proteine animali, oltre che quantità minori di carboidrati. E, come abbiamo più volte ribadito su Gattolicesimo parlando di alimentazione, il gatto è un carnivoro stretto e i carboidrati dovrebbero occupare al massimo un 10% della sua dieta quotidiana. Non è un caso che i mici che mangiano solamente crocchette siano esposti a un rischio maggiore di malattie dell’intestino, del tratto urinario e del metabolismo.

Prima occhiata alle confezioni, cosa guardare

L’inesperienza gioca brutti scherzi quando ci si appresta a comprare scatolette o croccantini per i gatti. Tutti, almeno una volta, siamo stati vittima della pubblicità ingannevole e delle diverse trovate di marketing pensate dai produttori per invogliare i consumatori all’acquisto. Ci sono delle diciture accattivanti che però non sono quasi mai sinonimo di qualità, per esempio:

  • Naturale
  • Premium
  • Raccomandato dai veterinari
  • Terapeutico
  • Dieta Prescritta

In genere, quando nella confezione ci sono queste diciture, siamo davanti a prodotti discutibili. A volte, i produttori che usano questi aggettivi sulle confezioni, tendono anche a tenere alti i prezzi per aumentare la percezione di alto valore nel consumatore. Ma non sempre spendere tanto significa comprare prodotti di qualità. Basta leggere l’etichetta per rendersi conto se quell’alimento è davvero buono o meno.

Imparare a leggere le etichette dei prodotti per gatti consente di avere molte informazioni necessarie a scegliere con consapevolezza cosa mettere nella ciotola al micio.

Il problema è che le etichette dei prodotti per animali non sono così dettagliate come avviene invece per i prodotti a uso umano. E questo è a tutto vantaggio dei produttori che – grazie all’approssimazione basata su parametri minimi e massimi – possono modificare la composizione con maggiore elasticità. Chiaramente, questo va a decisamente a svantaggio dei consumatori, che hanno meno opportunità di conoscere davvero la composizione di un prodotto, se non per sommi capi.

Fateci caso: nelle tabelle nutrizionali, i produttori raramente citano le quantità di carboidrati di un alimento e si concentrano maggiormente sul mettere in evidenza la quantità di proteine e grassi. Quindi, per capire se un cibo è bilanciato o meno, occorre soffermarsi sulla composizione chimica e sugli ingredienti utilizzati.

I tipi di alimenti in commercio

Una delle informazioni più importanti riportate sulla confezione del prodotto è quella legata al tipo di alimento che può essere completo, complementare o dietetico.

  • Alimento completo: si tratta di un cibo che può essere somministrato da solo nell’arco della giornata, senza aggiungere altro. Si tratta di alimenti equilibrati e, come dice la stessa dicitura in etichetta, davvero completi. Generalmente, hanno un costo più elevato rispetto agli altri, ma la qualità è molto più alta.
  • Alimento complementare: è quel genere di cibo che deve essere integrato anche con altri alimenti (secco o umido) poiché da solo non può apportare tutti i nutrienti necessari al gatto.
  • Alimento dietetico: viene generalmente consigliato appositamente dal veterinario quando un micio presenta problemi specifici.

Anche l’età del gatto influisce sulla scelta del cibo specifico, poiché i nutrienti di cui il micio ha bisogno sono ovviamente diverse. Per i gattini dai 2 ai 12 mesi, è bene utilizzare cibo che porti in etichetta la dicitura “Kitten”. Se il gatto ha più di un anno, può passare agli alimenti “Adult” oppure “Adult +1”, mentre per i micioni più anziani sono più indicati i pasti dedicati ai Senior.

Sul mercato sono presenti anche dei cibi di fascia più alta dedicati a particolari razze o allo stile di vita che conduce il gatto. Quindi, non sorprendetevi se sullo scaffale vi ritroverete davanti a cibi pensati e calibrati appositamente per gatti sedentari, obesi e così via.

Gli ingredienti

Anche in questo caso c’è da fare molta attenzione a ciò che riporta l’etichetta. Come noterete, nonostante le varie diciture sembrino molto simili tra loro, il significato è totalmente diverso.

  • Cibi “a base di”: i prodotti che riportano questa scritta possono avere anche solo il 10% dell’ingrediente citato per poter inserire questa dicitura.
  • Cibi“Con” – In questo caso, può bastare addirittura il 4% dell’ingrediente citato per poter inserire questa dicitura. Praticamente, la larga parte dei prodotti che troverete al supermercato sono di questo tipo: da evitare il più possibile. Equivale un po’ al cibo da fast food.
  • Cibi “Al”– Questi sono i migliori, perché l’ingrediente principale è contenuto per almeno il 70% (Esempio pratico: Al pollo, Al tacchino e così via)

Evitate di dare ai vostri gatti cibi in cui sull’etichetta appare scritto “Al sapore di”. Si tratta di alimenti di scarsa qualità, in genere sottoprodotti della carne (interiora, sangue, ossa, testa, carcasse).

Gli ingredienti che è meglio evitare

Soprattutto nei cibi più economici per gatti, quelli che troviamo al supermercato e nei vari discount, possono esserci degli ingredienti che non sono propriamente indicati nella dieta del micio. Ecco un elenco:

  • Farine. I prodotti di scarsa qualità si riconoscono perché indicano genericamente l’uso di farina di carne e derivati, ossia realizzata da parti poco nobili. Meglio optare per i prodotti che specificano “Carne disidratata di…” oppure “Farina di carne di…”.
  • Cereali. Evitare assolutamente la soia, perché è dannosa per i gatti e porta all’obesità. Fra i cereali, preferire sempre il riso o l’orzo.
  • Zuccheri. In un cibo scarsa qualità, troviamo melassa, sciroppo di mais o di barbabietola. Evitateli, perché alla lunga possono provocare il diabete nel gatto.

Adesso che ne sapete di più, provate ad andare in dispensa e leggere cosa sta mangiando il vostro micio: siamo sicuri che rimarrete molto sorpresi!

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