L'alimentazione del gatto

Dieta BARF per i gatti: pro e contro

Il vecchio proverbio che recita “Siamo quello che mangiamo” coinvolge sia noi esseri umani che i nostri mici a quattro zampe. Ecco perché quando si parla di alimentazione, si drizzano le orecchie di tutti. Amici Gattolici, se siete arrivati fin qui, è perché siete curiosi di scoprire pro e contro della dieta BARF per i gatti: proviamo, dunque, a farne una panoramica obiettiva e darvi, alla fine, le nostre opinioni in merito!

Cos’è la dieta BARF

B.A.R.F. è l’acronimo inglese di “Bones and Row Food”. Per chi non mastica l’inglese, la traduzione letterale è “Ossa e cibo crudo”. Com’è facile intuire, quindi, si tratta di un regime alimentare che cerca di ricalcare ciò che il micio andrebbe a mangiare in natura.

Quando si parla dell’alimentazione del gatto, non dobbiamo mai dimenticare una sacrosanta verità: il micio è un carnivoro stretto e, come tale, deve nutrirsi principalmente di alimenti proteici, con una discreta quantità di grassi e pochissimi carboidrati. Ma non basta fargli mangiare carne cruda, perché molti altri nutrienti andrebbero comunque integrati e per farlo occorre rivolgersi a veterinari nutrizionisti, in grado di bilanciare la dieta a misura del vostro gatto. Che non vi passi in testa la malsana idea di improvvisare, magari semplicemente cercando online delle ricette BARF, perché quello che ne potrebbe venire fuori potrebbe essere addirittura dannoso per il micio.

Pro e Contro della Dieta BARF

Quando parliamo del gatto come un carnivoro stretto dobbiamo specificare cosa intendiamo. Il micio, infatti, ha una limitata capacità di regolare il metabolismo degli amminoacidi. Non sintetizza autonomamente la vitamina A, la niacina e soprattutto la taurina dalla cisteina. In altre parole, queste sostanze devono forzatamente essere integrate nell’alimentazione. L’apparato digerente del gatto è piccolo e poco elastico, per questo tende a mangiare poco e più volte nell’arco della giornata.

Pensare che basti dare della carne cruda ai propri gatti per fare in modo che la loro alimentazione sia completa è un errore comune di chi si avvicina alla filosofia BARF. In questo caso, ci sono due strade che è possibile seguire: scegliere di mixare alla carne degli additivi artificiali di vitamina A, B e taurina, oppure usare degli ingredienti naturali che le contengono. Solo a titolo d’esempio, gusci d’uovo macinati fino a farli diventare polvere, olio di fegato di merluzzo, magnesio, lievito di birra e via dicendo.

Entrambe le scelte possono rivelarsi efficaci, ma è comunque difficile gestire correttamente le dosi. A questo proposito, è bene precisare che le vitamine idrosolubili in eccesso vengono espulse dall’organismo senza problemi, mentre quelle liposolubili possono portare a un lento avvelenamento! Dunque, se avete davvero a cuore la salute del vostro gatto, non sperimentate mai e lasciatevi sempre guidare da un professionista.

I rischi della dieta BARF

Sappiamo bene che per l’uomo mangiare carne cruda può portare a facili infezioni. Ma per il gatto è un po’ diverso, perché il suo apparato digestivo è comunque in grado di espellere i germi che proliferano nella carne cruda, anche se rimane il grande problema di vermi e parassiti. Tuttavia, i germi presenti nelle feci possono avere facile proliferazione nell’ambiente che si condivide con il gatto e creare seri problemi all’uomo, per questo motivo la dieta BARF è spesso sconsigliata quando in casa ci sono bambini piccoli, persone anziane o comunque con basse difese immunitarie.

Inoltre, in natura i gatti andrebbero a mangiare una carne molto meno contaminata rispetto a quella gestita in maniera industriale e anche questo aspetto non è assolutamente da sottovalutare. Insomma, non serve uno scienziato per capire che la BARF non è tutta rose e fiori come qualcuno tende a raccontare.

Anche la BARF ha ormai un’anima commerciale

Da Gattolici praticanti, abbiamo sentito molte storie e falsi miti sulla “dieta commerciale” (scatolette e croccantini, per intenderci) che segue la maggior parte delle persone che si prendono cura di un micio. Tra queste, la più gettonata è quella complottista che vede la lobby dell’industria del cibo animale influenzare i veterinari per fare in modo che la BARF non venga adottata, così da non perdere vendite e quote di mercato. Ora, siamo seri: siamo tutti qui perché abbiamo a cuore il benessere dei nostri amici a quattro zampe e con obiettività è giusto mettere in evidenza sia le cose buone che quelle cattive della BARF. Non diamo seguito ai complottismi, perché altrimenti non ne usciremo più.

Che la BARF abbia un profilo di rischio alto, se non seguita perfettamente, è assodato. Scientificamente provato. Così come è altrettanto provato che un’alimentazione commerciale low cost, di scarsa qualità, può causare dei problemi ai mici. Ma da qui a demonizzare l’una o l’altra dieta, ce ne passa: il buon senso, come sempre, ci tira fuori dai guai.

Comunque, ormai anche la BARF è diventata una moda che trova riscontri commerciali. Considerando che è necessario davvero parecchio tempo e tanta precisione per porzionare il cibo, alcuni macellai (specie nelle grandi città) e diversi siti web sul tema si sono organizzati per dare vita a dei prodotti già pronti e surgelati, così da far risparmiare un sacco di tempo. Ma in questo caso, non c’è da stare propriamente tranquilli, perché sbagliare le dosi significa causare problemi al micio, per giunta senza neanche accorgersene immediatamente.

Le nostre opinioni sulla dieta BARF del gatto

Ultimamente, tutto ciò che è legato al naturale e al bio sta andando molto di moda, sia tra gli esseri umani che per gli animali. E come tutte le mode, c’è chi è pronto a trarne un profitto. Scegliere la dieta BARF per i gatti può essere una valida alternativa da prendere in considerazione solamene in alcuni casi specifici, come per esempio delle gravi intolleranze a certi alimenti, come per esempio i croccantini, ma comunque permane l’invito a essere sempre seguiti e consigliati da un veterinario nutrizionista.

Tra l’altro, anche se voleste scegliere la dieta BARF, l’ultima parola toccherebbe comunque al vostro gatto. Se questo si fosse ormai abituato alla dieta “commerciale”, potrebbe anche rifiutarsi di mangiare della carne cruda. Il suo gusto è l’ultimo vero giudice in questa facile diatriba tra i due regimi alimentari.

Da bravi Gattolici, vogliamo il bene e la salute dei nostri gatti. Pertanto, il nostro consiglio è: prima di addentrarvi in una filosofia così delicata come quella della BARF, provate ad andare oltre quello che offre il supermercato per i vostri mici. Imparate a leggere le etichette di cibo umido e croccantini: già questo vi permettere di fare un grande salto di qualità verso una migliore e più nutriente alimentazione. Provare per credere!

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