Salute & Benessere

Sterilizzare una gatta: tutto quel che c’è da sapere

Ovariectomia è il termine medico con cui si indica la sterilizzazione della gatta. Come l’etimologia della parola stessa suggerisce, si tratta di un intervento chirurgico che prevede l’esportazione delle ovaie attraverso un’incisione che viene praticata all’addome.

Nel tempo è diventata un’operazione di routine e anche quella consigliata per evitare problemi di salute. È stato dimostrato, infatti, che la sterilizzazione diminuisce fino al 90% le probabilità di contrarre un tumore alla mammella. Anche se per alcuni la sterilizzazione è qualcosa che va contro la natura, a oggi è un vero atto d’amore verso la propria amica pelosetta, sia che essa sia in casa con voi che libera di uscire e vivere all’aperto con altri gatti.

Quando sterilizzare una gatta

In genere, l’intervento di sterilizzazione viene effettuato quando la micia è giovane. Ci sono diverse scuole di pensiero al riguardo: ci sono veterinari che indicano il quinto o sesto mese di vita come periodo ideale per sterilizzarla, prima che possa entrare in calore, mentre altri consigliano di aspettare l’estro per poi agire subito dopo. È altamente sconsigliato sterilizzare una gatta mentre è in calore, poiché aumentano esponenzialmente le probabilità di emorragie. Tuttavia, è possibile effettuare l’intervento anche in età adulta, perché non esistono controindicazioni.

Preparare una gatta alla sterilizzazione

Come dicevamo, pur essendo un’operazione di routine, è bene seguire tutte le indicazioni che il vostro veterinario vi darà quando fisserete la data dell’intervento. Generalmente, bisogna tenere la gatta a digiuno (né acqua, né cibo) per almeno 12-14 ore. Se la vostra gattina non è abituata al trasportino, per evitare ulteriori stress e complicazioni, vi consigliamo di tirarlo fuori qualche giorno prima e tenerlo a vista con la grata aperta: in questo modo, spinta dalla curiosità, potrà anche entrarci spontaneamente.

Come avviene la sterilizzazione

Mediante l’incisione sull’addome, il medico interviene per effettuare la rimozione delle ovaie della gatta. In alcuni casi più rari, si può decidere anche per l’esportazione di gran parte dell’utero fino alla cervice. Tutto avviene in anestesia totale e l’intervento può durare mediamente da 45 minuti. Un consiglio: per la sterilizzazione vi consigliamo di rivolgervi sempre a una clinica poiché, in caso di complicanze, ad assistere la gatta ci sarà sempre un’equipe adeguatamente attrezzata per intervenire rispetto a un semplice ambulatorio. La sterilizzazione di una gatta, infatti, è ben più delicata e complessa rispetto alla castrazione di un gatto: non sottovalutatela.

Convalescenza della gatta post sterilizzazione

Gli effetti dell’anestesia possono durare qualche ora e potreste vedere la gatta piuttosto irrequieta e con un senso dell’equilibrio alterato. Nelle ore successive all’operazione, vi consigliamo di lasciarla tranquilla – dormirà anche un po’ di più del solito – preferibilmente lontana da rumori o altri animali. Evitate di prenderla in braccio per il primo giorno e, soprattutto, seguite le indicazioni del vostro veterinario per quel che riguarda l’alimentazione nel periodo post-operatorio.

Oggigiorno, i veterinari procedono con particolari suture interne, proprio per evitare che la gatta possa strapparseli quando si leccherà. Inoltre, questa procedura risulta meno invasiva per le gatte che recuperano in maniera più rapida dall’operazione. I punti ovviamente non si vedono e il rischio strappo è praticamente inesistente. Inoltre, il vostro veterinario vi prescriverà un antibiotico da somministrare alla vostra gatta per un breve periodo.

Nel caso in cui il veterinario optasse per i punti esterni, attrezzatevi per mettere un collare elisabettiano alla vostra gatta: lo odierà, ma almeno eviterete che si possa tirare i punti. Se la vostra micia è abituata a uscire di casa, tenetela con voi per alcuni giorni, fin quando non si sarà ripresa del tutto. Seguire alla lettera tutte le indicazioni del vostro veterinario permetterà alla vostra gattina di tornare a correre e giocare molto presto, in appena un paio di giorni.

Costo della sterilizzazione

Il prezzo dell’intervento è variabile, cambia da medico a medico e anche da città in città. In linea di massima, però, il costo di un intervento di sterilizzazione di una gatta varia dai 150 ai 200 euro. Come dicevamo prima, ci sono dei casi più delicati, in cui è necessaria l’asportazione dell’utero – oltre che delle ovaie – e quindi, trattandosi di un’operazione più lunga, il prezzo può alzarsi. Ma stiamo parlando della salute del vostro gatto, quindi – nel limite delle proprie possibilità economiche, chiaramente – non badate al prezzo.

Perché sterilizzare una gatta: i vantaggi

Il vantaggio più evidente è legato alla riduzione del rischio di tumori alla mammella. Secondo le statistiche mediche, la sterilizzazione attorno al quinto mese di vita (prima del calore) riduce le possibilità di tumore alla mammella di circa il 90%. Se l’intervento viene effettuato nel corso del primo anno di vita, si riduce di circa 86%. Quando l’intervento viene effettuato tra il primo e il secondo anno di vita, questo dato scende fino all’11%.

Infine, ecco tre miti da sfatare:

  1. La pillola contraccettiva. Bloccare l’estro o il calore amoroso non risolve affatto la situazione, anzi. Esistono tante controindicazioni, perché la pillola aumenta il rischio di tumori e di infezioni all’utero. Non è un caso, infatti, che molti veterinari si rifiutano di prescrivere le pillole contraccettive e consiglino di intervenire chirurgicamente.
  2. Gravidanza. C’è una falsa credenza che racconta di far fare alla gatta almeno una cucciolata per evitare problemi. Si tratta, per l’appunto, di una notizia infondata: l’atto sessuale nei gatti è doloroso, così come lo è la gravidanza.
  3. Carattere. Altra credenza popolare è quella secondo cui una gatta può cambiare carattere dopo la sterilizzazione. Non è assolutamente vero e lo confermano anche i comportamentisti.

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