Razze di gatti

Bengala, un leopardo dal carattere docile

Gatto Bengal, gatto del Bengala, Bengalese o semplicemente Bengala: sono diverse le denominazioni attribuite a questo splendido esemplare che discende direttamente dal Felis Bengalensis, un piccolo leopardo asiatico che ha le dimensioni di un gatto domestico ma dal temperamento selvaggio.

Le origini di questo meraviglioso gatto sono molto recenti. I primi esperimenti per la creazione della razza di gatto del Bengala, infatti, risalgono al 1963 quando un’allevatrice, Jean Sugden, acquistò una femmina di leopardo asiatico e, per tenerle compagnia, le affiancò il suo gatto nero. Inaspettatamente, i due si riprodussero e nacque Kinkin, il primo esemplare di gatto Bengala molto simile alla madre, soprattutto per il carattere selvaggio.

Qualche anno dopo, il dottor Centerwall stava studiando un modo per bloccare la leucemia felina e avendo scoperto che il Felis Bengalensis ne era immune, tentò la strada dell’accoppiamento con un gatto domestico.

L’allevatrice Jean allora colse l’occasione per perseguire l’obiettivo di creare una razza di gatto docile come un felino domestico ma che presentasse le caratteristiche fisiche del piccolo leopardo.

Riuscì quindi a farsi affidare degli esemplari ibridi che fece accoppiare con altre razze, tra cui l’Abissino, il Ocicat e l’Egyptian Mau. L’obiettivo di sconfiggere la leucemia felina non fu raggiunto, ma in compenso si diede vita alla razza di gatto del Bengala che oggi conosciamo. Nel 1983 questi splendidi felini vennero presentati al pubblico e nel 1991 ne fu riconosciuta ufficialmente la razza.

Caratteristiche fisiche

Un leopardo in miniatura, agile e scattante, ma aggraziato ed elegante come un gatto nobile. Il mix di bellezza selvaggia che si è riusciti a creare in questa razza è incomparabile e fa sì che il gatto Bengala sia considerato una tipologia di felino raro.

Le sue caratteristiche fisiche sono inconfondibili: il mantello è il suo punto di forza e sono accettate solo due varietà di disegno: lo spotted e il marbled.

Il primo tipo prevede che le macchie siano più regolari e disposte in maniera casuale, più scure rispetto alla base e con il classico effetto a rosetta, con i contorni più marcati, proprio come il mantello di un leopardo. Il marbled invece presenta delle chiazze regolari di forma allungata, creando sulla pelliccia un effetto differente. La varietà di colori accettati è più ampia, anche se il rossiccio e tutte le sfumature del marrone sono le preferite.

Il corpo del Bengalese è allungato, snello ma muscoloso come quello di un felino selvaggio, le orecchie sono piccole e gli occhi sono grandi e intensi, delineati da una riga nera.

Infine, il musetto simpatico è solitamente più chiaro di tutto il resto del corpo.

Allevamento e prezzo dei cuccioli di Bengala

Carattere

Contrariamente a quanto si possa immaginare se consideriamo la sua natura selvaggia, il gatto Bengala è un vero coccolone e docile come un cagnolino.

Ciò è possibile solo grazie ad una selezione attenta e precisa, frutto di anni di studi ed esperimenti. Questi tratti caratteriali socievoli e mansueti, infatti, si ottengono a partire dalla terza generazione in poi, quando di selvaggio sono rimasti solo i tratti estetici.

Se avete scelto di adottare un gatto del Bengala ve ne innamorerete sin dal primo istante, la sua dolcezza è disarmante e assieme alla sua bellezza particolare creano un mix irresistibile.

Il Bengala è inoltre incredibilmente empatico e sensibile. Non cercherà mai di imporsi perché rispetta i sentimenti del suo compagno umano e si comporta di conseguenza. Ama essere coccolato e coccolare a sua volta con dolcissime effusioni, si lega in maniera indissolubile a tutti i membri della famiglia, ma risulta un po’ diffidente con gli estranei.

Nonostante il suo carattere abbia perso ogni tratto di aggressività, conserva un primordiale istinto da cacciatore che sfoga con l’attività costante e il gioco, per questo motivo dovreste assicurarvi di metterlo nelle condizioni di correre, saltare e arrampicarsi senza impedimenti.

Una caratteristica insolita per un gatto ma tipica di questa razza è che ama molto l’acqua, e si diverte ad infilare le zampette nei lavandini e nella vasca. Quindi, se non volete ritrovarvi un intruso tra i piedi, ricordatevi di chiudere la porta quando state per concedervi un bagno rilassante.

Salute, benessere e alimentazione

L’accuratissima selezione per ottenere la razza ha permesso ottenere degli esemplari molto sani, che non rischiano di soffrire di patologie particolari. In alcuni casi però sono state riscontrate malattie neurodegenerative e oculari quindi è consigliabile sottoporlo a controlli periodici. Un altro disturbo che può presentarsi nel gatto del Bengala è la policistosi renale.

Il Bengala ha uno stomaco molto delicato quindi è opportuno che la sua dieta sia bilanciata e con pochissimi carboidrati. Se avete un giardino conoscerete il suo infallibile istinto da predatore che lo porterà a cacciare con successo piccoli uccelli, rettili e roditori che diventeranno parte integrante della sua alimentazione. Se vivete in appartamento, ricordatevi di non lasciarlo mai da solo con acquari, bocce di pesci e gabbiette con uccellini: è pur sempre un discendente dai grandi cacciatori della Savana!

La sua indole da cacciatore si manifesta anche nel gioco. Il gatto del Bengala ha bisogno di molto spazio per saltare e arrampicarsi e, se volete evitare danni ai mobili, l’ideale è dedicare uno spazio della casa che sia tutto suo, con un tiragraffi ad albero e giochi stimolanti.

Il mantello del gatto del Bengala, nonostante sia di una bellezza particolare, non ha bisogno di molte cure. Sarà sufficiente una spazzolata ogni tanto per eliminare il pelo morto, ma comunque non è soggetto ad una perdita importante.

Allevamento

Il gatto Bengala ha un prezzo a dir poco esorbitante. Si va da un minimo di 1500 euro ad un massimo di 2500 euro. Per questa razza non è ammesso l’accoppiamento con altre razze e per definirlo puro deve essere venduto con pedigree e caratteristiche specifiche.

Il prezzo esagerato è giustificato dal fatto che non esistono moltissimi allevamenti in Italia seri e affidabili. Ottenere un gatto Bengala che rispetti tutti i parametri, infatti, non è facile ed è frutto di un lavoro lungo e complesso, a partire dalla selezione dei genitori, la crescita dei cuccioli nel giusto ambiente, le vaccinazioni e l’educazione fondamentale per ammansire una specie che ha un’indole selvaggia.

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