Salute & Benessere

Vibrisse, cosa sono e a cosa servono i “baffi”

Come si chiamano i baffi dei gatti? Vibrisse: è questo il nome scientifico di quei baffetti che adornano i teneri musini – ma non solo – dei nostri mici. A prima vista, si potrebbe pensare che quei peli un po’ più spessi abbiano una mera funzione estetica, invece non è affatto così. Le vibrisse sono degli organi tattili che svolgono un ruolo importantissimo per il micio: vi spieghiamo tutto in questo articolo.

Come funzionano le vibrisse

Le più esposte sono quelle posizionate ai lati del musino e sopra gli occhi. Molti però non sanno che ce ne sono di più piccole anche nella regione carpale delle zampe anteriori. Solitamente, ogni gatto possiede circa 12 baffi per lato del muso, ma può capitare di contarne qualcuno in più delle volte. Ognuno di questi peletti – che si presentano due o tre volte più spessi di quelli normali – sono profondamente collegati con il sistema nervoso. Alle estremità, infatti, vi sono dei propriocettori che permettono al micio di capire la distanza di un oggetto o persino la consistenza di una superficie, muovendosi di conseguenza. Le vibrisse poste sulle zampe anteriori, invece, sono molto utili per il gatto durante le arrampicate e nelle sessioni di caccia. Ora è facile intuire perché è del tutto riduttivo – e sostanzialmente errato – definirli semplicemente “baffi”.

Come prendersi cura dei baffi dei gatti

I baffi dei gatti devono essere considerati zona off-limits! Quando accarezzate il micio, fate attenzione a non toccare direttamente le vibrisse, perché queste sono così sensibili che stressarle è davvero facile. Se avete in casa dei bambini, insegnate loro ad accarezzarlo nelle zone in cui preferisce le coccole: poco sopra la testa, sotto il mento e così via. In questo modo, eviterete possibili reazioni d’istinto dell’animale che potrebbe anche ferire il bambino, traumatizzando entrambi.

Attenzione: che non vi passi mai per la testa, per nessuna ragione al mondo, di tagliare i baffi al gatto: sarebbe un grave disagio per il micio, che avrebbe ripercussioni soprattutto sull’equilibrio.

Occhio anche alla ciotola in cui il vostro micio mangia: se dovesse essere stretta, il micio potrebbe sfregarci sopra ripetutamente le vibrisse e irritarsi, tanto da tirare fuori con la zampina il cibo per mangiarlo comodamente da terra. La ciotola perfetta in cui far bere o mangiare il gatto è tendenzialmente con bordi bassi e molto larga.

Perché i gatti perdono i baffi?

Può capitare sporadicamente di trovare in giro per casa una delle vibrisse del nostro gatto. Non allarmatevi, perché le vibrisse dei gatti seguono il ciclo della caduta e ricrescita dei peli, quindi cresceranno nuovamente. Tuttavia, se i ritrovamenti dovessero farsi più frequenti, allora sarebbe meglio rivolgersi a un veterinario per un controllo più approfondito.

Le cause della perdita dei baffi nei gatti possono essere legate a:

  • un trauma, una delle cause più frequenti. Basta una lotta tra mici per rimetterci una o più vibrisse, soprattutto in caso di liti più violente;
  • parassiti, che causano l’infiammazione della cute indebolendo le radici, causando così la perdita di pelo e anche dei baffi;
  • disturbi ormonali, come per esempio l’ipertiroidismo;
  • Infezioni e malattie della pelle, come per esempio la tigna, l’alopecia o la dermatite. In tutti questi casi, è fondamentale non perdere tempo e affidarsi a un veterinario per individuare la causa del malessere del gatto e valutare quale terapia intraprendere.

Il micio comunica anche coi baffi

Come abbiamo visto in più occasioni, possiamo comprendere gli stati d’animo dei nostri gatti attraverso alcuni comportamenti più comuni, come le fusa, il miagolio o i movimenti della coda. Ma anche le vibrisse rientrano in quelle parti del corpo che ci aiutano a capire meglio cosa sta pensando il nostro micio. Basta badare alla loro posizione per capire cosa stanno pensando.

  • Baffi in avanti: simbolo per eccellenza della loro proverbiale curiosità. Generalmente, quando le vibrisse sono in questa posizione, significa che il micio è in esplorazione, magari di un nuovo ambiente o semplicemente sta annusando qualche oggetto o una persona sconosciuta.
  • Baffi ad arco: le vibrisse si presentano un po’ curve, quasi come a formare un arco. È il tipico atteggiamento di quando il micio si sente tranquillo e rilassato.
  • Baffi all’indietro: il gatto è all’erta, sente che potrebbe esserci un pericolo imminente o sta per attaccare la sua preda, dopo averla puntata.

Curiosità sulle vibrisse

Secondo alcune ricerche, le vibrisse nel gatto si sono sviluppate circa 2500 anni fa. Ma in alcuni esemplari, tutt’ora non sono presenti. Questo accade nelle razze di gatti senza pelo, come per esempio lo Sphynx, ma anche il gatto bambino, il Donskoy, l’Elfo e il Peterbald sono privi di baffi, oltre che privi di peli in generale.

Sui baffi dei gatti, per molto tempo, si sono rincorse leggende e falsi miti che oggi possiamo definire delle vere e proprie castronerie. Tra queste, la più famosa è quella che sostiene che i gatti senza baffi non riescono più ad atterrare sulle loro zampe dopo un salto, oppure che – se tagliati – i baffi dei gatti sanguinano. Corbellerie!

L’unica cosa vera è che le vibrisse sono delicatissime e non vanno mai toccate o tagliate!

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