Storie

Doorkins Magnificat, la gatta che viveva in una Cattedrale

Un nuovo nome si aggiunge all’elenco, ormai lunghissimo, dei gatti celebri: si tratta di Doorkins Magnificat, gattina londinese ex randagia, divenuta in breve tempo l’emblema della cattedrale di Southwark e come tale divenuta famosa in tutto il Regno Unito.

A poche settimane dalla sua morte, nella cattedrale è stata celebrata un’apposita funzione religiosa in suo onore, seguita dalla sepoltura delle spoglie nel cortile della stessa chiesa gotica. Sicuramente sono pochi gli animali domestici che possono vantare un simile trattamento, ma siamo certi che la piccola Doorkins, come tutti i gatti, abbia saputo guadagnarsi l’affetto e la considerazione che i suoi adottanti le hanno dimostrato.

Da randagia a simbolo di Southwark

La vita della piccola Doorkins è iniziata come gatta randagia, abituata ben presto dalle circostanze a girare in lungo e in largo alla ricerca di cibo e, magari, di qualche carezza amorevole. Nel corso del suo vagabondare, Doorkins si è imbattuta, nel dicembre del 2008, nella imponente cattedrale della diocesi anglicana di Southwark, nella parte meridionale della città di Londra.

La fame e il freddo dovevano essere particolarmente pungenti, tanto da convincere la piccola randagia a superare qualsiasi timore e a varcare la soglia dell’enorme portale marmoreo che consente l’ingresso in chiesa. L’ardire di Doorkins è stato ricompensato: all’interno della cattedrale, alcune persone compassionevoli l’hanno rifocillata e le hanno riservato un’abbondante dose di coccole e carezze.

Dopo questa prima esperienza, la piccola soriana non ha osato trattenersi in chiesa; timorosa di un luogo a lei ignoto e guidata dal suo spirito libro, Doorkins è tornata alla sua vita randagia, ricordando però di ripresentarsi in cattedrale quando i morsi della fame l’assalivano. Dopo alcuni giorni di titubanza, però, quando ha capito che in chiesa avrebbe trovato l’amore, il cibo e il calore di cui aveva bisogno, la gatta si è stabilita definitivamente nella cattedrale di Southwark, tra gli sguardi sorpresi ma benevoli dei parrocchiani e le indulgenti attenzioni del decano.

Da allora e per ben dodici anni, la piccola Doorkins è stata parte integrante della cattedrale gotica, come le vetrate, le guglie e i rosoni, e tanta gente ha voluto visitare la chiesa anche per vedere lei, solitamente acciambellata tra i banchi, intenta a sonnecchiare.

Tra le sue collocazioni preferite, spesso ritratte in dolcissime fotografie pubblicate sul sito della cattedrale, compaiono i termoconvettori interni alla chiesa, i sedili lignei del coro e, nel periodo natalizio, il comodo giaciglio di paglia riservato alla capanna della sacra famiglia, nel presepe.

Un ictus l’ha portata via il 30 settembre 2020, mentre il sacrestano della chiesa Paul Timms, che l’aveva portata a casa dopo il manifestarsi degli acciacchi dell’età avanzata, la stringeva in un ultimo, caldo abbraccio.

Circa un mese dopo, il decano ha voluto celebrare, con un rito religioso apposito, la memoria della piccola amica scomparsa e poiché le restrizioni da Covid hanno consentito la partecipazione a sole trenta persone, si è ben pensato di ovviare a questa limitazione trasmettendo la funzione online.

La fama di Doorkins Magnificat supera i confini di Southwark

Nei dodici anni trascorsi a Southwark, Doorkins Magnificat è diventata una vera celebrità, tanto da diventare il personaggio principale di un libro di fiabe per bambini e la protagonista di un profilo social molto seguito.

Di lei ha parlato, con grande affetto, il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che non solo ha ribadito la stretta appartenenza del felino alla grande famiglia della diocesi di Southwark, ma ha ricordato, non senza un briciolo di commozione, come tutte le sue visite alla cattedrale siano state caratterizzate dall’incontro con la dolce Doorkins.

Si narra che perfino la Regina, durante una visita ufficiale alla cattedrale, l’abbia cercata. Ma lei, dalla natura sorniona e fuggente tipica dei felini, dopo un rapido sguardo di curiosità, abbia continuato beatamente a dormire, indifferente a tanto privilegio.

Il decano della cattedrale, Andrew Nunn, ha più volte sottolineato come Doorkins Magnificat abbia attirato in chiesa più persone di quanto sia riuscito a fare lui e ha giustamente difeso la scelta di dedicare una funzione religiosa alla gattina, dopo la sua morte. Non poche sono state, infatti, le polemiche manifestate anche da persone vicine al decano o appartenenti al mondo ecclesiastico.

Ma a noi piace pensare che la chiesa, quella vera, sia quella pronta a tendere una mano a chi ha bisogno. Anche ai gatti affamati, offrendo un giaciglio caldo agli animali privi di riparo e che riconosce, nell’armonia dell’universo, il posto importantissimo e legittimo occupato da una gattina randagia.

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